Ruolo dell’alimentazione e dell’attività fisica nella prevenzione dei tumori del colon-retto (4.6)

Attività fisica e prevenzione tumore del colon-retto

In particolare si è visto come alcune corrette abitudini alimentari ed un discreto livello di attività fisica possano aiutare a prevenire l’insorgenza dei tumori del colon-retto.

Raggiungere e mantenere un peso corporeo normale

Un'eccessiva introduzione calorica e l'obesità sono state poste in relazione con un'aumentata mortalità per alcune neoplasie, tra le quali il tumore della mammella, dell'utero, del colon, della colecisti e della prostata. La prevalenza di questi tumori aumenta con il grado di obesità: 2.5 volte superiore nei soggetti obesi rispetto ai normopeso.

Ciò sembra sia dovuto all’azione che il sovrappeso ha sulla produzione di insulina e sui processi infiammatori. I picchi di insulina, dopo un lauto pasto, possono funzionare come fattori di crescita delle cellule tumorali, mentre l’infiammazione è l’ambiente ideale per la trasformazione e la proliferazione delle cellule neoplastiche.

In quest’ottica l’attività fisica (almeno 30 mn al giorno) sembra avere un ruolo molto importante. In una recente revisione della letteratura (48 studi per complessivi 40.674 casi) è stata rilevata un’associazione inversa tra grado di attività fisica e cancro del colon.

Mangiare alimenti di origine vegetale e ricchi in fibre

Mangiare più alimenti d’origine vegetale ricchi in fibre come cereali integrali, farina integrale, legumi, vegetali e frutta.

L'incidenza del cancro del colon è bassa in popolazioni che utilizzano diete ricche di fibre. Un recente studio Europeo (EPIC) ha dimostrato una riduzione del 25% di casi di neoplasie del colon-retto (soprattutto a carico delle porzioni più distali del colon) per i soggetti che assumevano almeno 34g/die di fibra rispetto a soggetti che ne assumevano meno di 13 g.

Si ipotizza che queste possano esercitare i loro effetti diluendo la concentrazione dei carcinogeni nel colon, diminuendone la formazione con l'alterazione della flora batterica intestinale o accelerandone il transito (quindi riducendone il tempo di contatto con la mucosa). In particolare, le fibre alimentari avrebbero la capacità di legare ed amalgamare i grassi e gli acidi biliari o inibire la loro attività promotrice, con una azione di diluizione. Inoltre la loro fermentazione batterica ad acidi grassi a breve catena può contribuire all’acidificazione dell’ultima porzione del colon che sembra avere un ruolo protettivo, forse riducendo la idrossilazione batterica degli stessi acidi grassi.

Inoltre frutta e verdura sono ricche di micronutrienti e composti bioattivi (vitamine, antiossidanti, ..) in grado di inibire o rallentare lo sviluppo dei tumori attraverso la loro azione antiossidante, di neutralizzazione dei cancerogeni, di inibizione della capacità delle cellule trasformate di proliferare.

Ridurre l'assunzione totale di grassi.

Un'eccessiva introduzione di grassi aumenta il rischio di sviluppo di cancro della mammella, del colon e della prostata. Il grasso alimentare può avere una azione diretta aumentando il turnover epiteliale, oppure può agire indirettamente attraverso il suo metabolismo ad acidi biliari nel fegato. Gli acidi biliari vengono quindi escreti e convertiti in promotori tumorali dai batteri presenti nel lume intestinale.

Altri fattori che influenza l'insorgere di tumori del colon-retto

Più recentemente si è visto che altri fattori nutrizionali possono influenzare l’insorgenza dei tumori del colon-retto:

  • il calcio (sia attraverso i prodotti lattiero-caseari – 500 ml di latte/die - sia sotto forma di supplementi per os – 1.2g/die) sembra essere in grado di prevenire la recidiva di polipi del colon (-19%) e la comparsa di neoplasie del colonretto (-11%)
  • l’insorgenza di tumori del colon-retto sembra essere positivamente associata ad un eccessivo consumo di carni rosse o conservate. I meccanismi coinvolti non sono ben chiari: processi di conservazione (effetti delle affumicatura e/o dei conservanti) o formazione di amine eterocicliche durante i processi di cottura eccessiva. Il livello più basso di rischio è stato riscontrato per soggetti che mangiano meno di 45 g di carne al giorno
  • un eccessivo consumo di alcol sembra favorire l’insorgenza di tumori del colon. Una recente metanalisi mette in evidenza come il rischio aumenti al di sopra dei 30g di alcol pro die (più o meno 350 ml di un vino al 10% in gradazione alcolica) e le autorità Europee consigliano di inserire nella raccomandazioni per la prevenzione dei tumori del colon-retto anche l’invito a moderare il consumo di alcol
Argomenti
Prevenzione e Alimentazione del cancro del colon-retto
Attività fisica nella prevenzione del Cancro del Colon e del Retto
Alimentazione nella prevenzione del Cancro del Colon e del Retto
Ruolo dell’alimentazione e dell’attività fisica nella prevenzione dei tumori del colon-retto
Ruolo dell’alimentazione nella prevenzione dei tumori
Riferimenti bibliografici

- Prof. Massimo Mongardini, massimo.mongardini@uniroma1.it, massimomongardini.it