121° Congresso Nazionale Società Italiana di Chirurgia

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Sessione: Proctologia; Patologia Traumatica del Perineo

Relatore: Prof. Massimo Mongardini (massimo.mongardini@uniroma1.it)

Autori: Massimo Mongardini, Federico Maria Mongardini (f.mongardini@gmail.com), Menelaos Karpathiotakis (menelaos.karpathiotakis@uniroma1.it)

Uno studio retrospettivo su 59 pazienti con lesioni perineali severe, operati nell’arco di 12 anni, ci ha consentito di valutare l’appropriata strategia chirurgica ed i risultati ottenuti nella gestione di queste patologie, spesso difficili da gestire ed altamente invalidanti. Si tratta di 21 uomini (36%) e 38 donne (64%) con età media di 49,8 anni. La causa prevalente (lesioni sfinteriali e retto-vaginali) è stata iatrogena. Presentiamo quindi le diverse tecniche chirurgiche per la riparazione e ricostruzione del perineo.

Introduzione

Poco rilevante l’apporto della letteratura in merito alla gestione dei traumi perineali severi, in particolare per la potenziale mortalità e morbidità delle lesioni: circa il 30% di questi pazienti, infatti, non arriva in ospedale per emorragie incontrollabili. L’incidenza di questi traumi non è comunque molto alta; le lesioni “trattabili” del perineo, ed in particolare dell’ano, della vulva, della vagina e del retto sono relativamente rare: tra queste le più frequenti rientrano nella tipologia delle cosiddette lesioni iatrogene. La posizione anatomica del perineo, infatti, protetto dalle ossa della pelvi, dal sacro e dalla muscolatura del pavimento pelvico, ne garantisce una discreta protezione nei confronti della maggioranza degli eventi lesivi.

Per la posizione prevalentemente superficiale l’ano e la vagina rappresentano le sedi più frequentemente colpite. Il nostro intento terapeutico, in questi casi, è quello primario di garantire la vita del paziente e, subito dopo, preservare la funzione della continenza e della evacuazione, ma anche quella sessuale e riproduttiva.

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- Prof. Massimo Mongardini, massimo.mongardini@uniroma1.it, massimomongardini.it